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L'intervista

di Gil Cagnè

Quando si dice che "la classe non è acqua" è certamente il caso di Roger Corona, celeberrimo fotografo milanese. Amante della bellezza e dell’estetica in generale, Roger possiede un potere nella comunicazione assolutamente eccezionale.
Parla con la stessa facilità dell’energia nucleare come di un piatto di spaghetti.
Questo talento lo ha aiutato non poco nel suo lavoro di fotografo.
Riesce a fotografare praticamente tutto con poesia.
La sua cultura di vita lo porta ad interpretazioni di soggetti e oggetti, assolutamente personali.

Sicuramente le foto, che hanno un clichè più internazionale che milanese, risultano introspettive e godono di una lettura quasi intellettuale.
Così le sue opere esprimono volta per volta, delicatezza, raffinatezza o aggressività.
Roger lavora sull’essere umano, facendolo partecipare attivamente allo studio fotografico.
Il soggetto diventa protagonista e Roger, un umile operatore, riesce a far credere al modello o modella che sono loro gli unici protagonisti della scenografia.
Timidi, sicuri, antipatici, paurosi, saranno sempre loro a tenere le redini in mano.
Almeno così sembra.
Così si leggono paure, angosce, insicurezze e gioia… interpretati dai soggetti, che Roger cattura senza aggredirne mai l’anima.
Parla, discute, e docilmente… "scatta".
I pori, i peli, le ciglia, le unghie diventano protagonisti, il dettaglio regna.
L’amore per la foto si esprime in tutte le sue opere con elegante poesia.
Anche "l’hard-core" è fotografabile senza volgarità, Roger lo dimostra nel suo libro "Femmes Extremes", dedicato alle pornodive.
Milly D’Abbraccio nelle sue foto diventa una Magnani, una popolana ribelle.
Le dive porno diventano, nelle foto di Roger, parte del nostro quotidiano.
Riccardo Schicchi, produttore di film a "luci rosse" dice a proposito di Corona: "Per fortuna i miei registi non sono come lui! Riesce a rendere tutto raffinato ed elegante".

Milano, Marzo 1997

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