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Pornodive Che Brave Ragazze

di Enzo Monaco

Se non avessero scelto la strada della pornografia potevano essere attrici o modelle o forse semplicemente mogli e madri. Invece hanno scelto la strada della trasgressione.
Ma cos’è la trasgressione, in campo sessuale?
In una società che ha demonizzato il sesso per millenni, il semplice atto di offrirsi secondo natura è trasgressione.
Come fa rilevare la studiosa Renata Prevost: “la femmina del babbuino comincia ad offrirsi mostrando i glutei, lanciando occhiate di invito, accucciolandosi e chinandosi verso il maschio per incitarlo all’accoppiamento, guardandolo negli occhi ed emettendo richiami dolci, acuti, eccitanti”.
E nell’immaginario maschile ancora oggi trionfa l’archetipo di questa femmina “senza vergogne”, desiderosa di offrire il proprio corpo e di coinvolgere il proprio partner in giochi d’amore.
Modalità così naturali di vivere il sesso, eppure così spesso negata da tabù, inibizioni, vere e proprie mutilazioni.
Roger Corona, fotografo della bellezza di modelle e dive, ha voluto dare dignità d’arte a questo potentissimo richiamo. Ed è uscito dai classici binari della bellezza femminile, questa si “oggettizzata”, chiusa in se stessa e ridotta ad una maschera dal conformismo culturale, per scegliere la strada di una donna libera, che grida il suo diritto ad essere femmina e parte attiva nel rapporto amoroso.
L’impatto erotico di queste foto appartiene quindi a due sfere: la bellezza e il desiderio.
Bellezza dei corpi superbi di queste donne, offerti alla vista di un ipotetico amante senza veli e senza pudori, usati in un linguaggio antico quanto l’uomo per comunicare il desiderio.
Bellezza formale di un sapiente uso della luce e delle ombre che esalta forme e rotondità, che rende ognuna di queste foto un autentico capolavoro d’arte.
E il desiderio sessuale, una delle maggiori forze motrici del mondo, “denudato” anch’esso dalle incrostazioni di una cultura repressiva per essere restituito ad una espressione libera e sconvolgente, ad una sana aggressività che non consente mediazioni.
Con quella carica travolgente, violenta, prepotente che traspare dai corpi ma soprattutto dagli occhi di queste donne e che ha fatto di loro delle pornostar: professioniste vocate all’invito sessuale, in quello che oggi chiamano trasgressione.
È lo stesso Corona che parla di questo suo particolare lavoro.

Diamante, Settembre 1995

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