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Max

Fino a 33 anni non aveva mai toccato una macchina fotografica, oggi, a 11 anni di distanza, lavora per le più importanti testate femminili italiane ed europee. Delle sue foto di nudo dice: "Togliere gli abiti significa eliminare la maschera che ci portiamo dietro, mettere a nudo la vera essenza della modella. Per me l’operazione a togliere è un’operazione a ripulire".

Nato a Marsiglia da genitori italiani, Roger Corona è arrivato all’età di 33 anni senza aver mai toccato una macchina fotografica.
"Odiavo la fotografia, non riuscivo a capire il concetto dei tempi e dei diaframmi" ricorda.
"Vivevo tranquillamente a Firenze e non avrei mai immaginato che avrei finito col fare questo mestiere". E invece accade.

L’amore per l’obiettivo scoppia di botto quando decide di comprare la sua prima reflex.
Ad aiutarlo nei primi scatti c’è Giovanni Gastel, fotografo di fama internazionale.
La nuova passione è totale, Corona molla tutto, si trasferisce a Milano e comincia l’attività di fotografo professionista.

Si specializza in beauty, still-life e ritratti, presto inizia a lavorare per le principali testate femminili italiane ed europee.
Negli ultimi anni, accanto al lavoro redazionale, Corona porta avanti un importante lavoro di ricerca personale.

Il 1993 lo vede impegnato in due progetti.
Io & Io è la ricerca di un punto di incontro tra fotografia e pittura.
Corona ritrae dodici maestri della pittura, tutti dell’area milanese, e li invita a intervenire pittoricamente sulle stampe; ne nascono dodici ritratti a quattro mani dove il segno degli artisti esalta il gusto dei tagli, l’uso della luce e la capacità di cogliere l’essenza dei personaggi propria di Corona.

Il secondo progetto, Femmes Extremes, nasce dall’obbiettivo di fotografare, con un occhio diverso, le pornostar.
"Volevo pulizia" spiega Corona. "Per anni ho fotografato il corpo, la bellezza delle modelle.
In questo progetto ho fotografato le pornostar mantenendo la mia poetica, la mia sensibilità. Semmai ho aggiunto un po’ di pudore al mio classico modo di spogliare una modella.
Insieme agli abiti mi sembra di riuscire a eliminare tutto l’inutile "baraccame" che ci portiamo dietro. Il mistero nasce dalla luce, da come illumini un soggetto. Da un semplice gesto".
E lo scopo è stato raggiunto, il libro tratto dal progetto, edito in Francia dalla casa editrice Hachette, ha venduto oltre 32 mila copie. A settembre è uscita l’edizione italiana, della casa editrice Auri Tempore.

Milano, Novembre 1994

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